Mittwoch, 4. März 2009

GASTARBEITER

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GASTARBEITER

il termine Gastarbeiter, definiva negli anni cinquanta gli immigrati venuti in Germania per lavoro.
Gast=ospite + Arbeiter=lavoratore

Nei primi anni vennero come primi, italiani, spagnoli, e slavi.
Pochi anchi dalla Grecia.
Negli anni sessanta poi seguirono turchi. Metá anni sessanta anche portoghesi.
Quando fú raggiunto il numero un milione di immigrati, fú un portoghese che venne accolto con un benvenuto ufficiale, e ebbe dallo stato tedesco un motorino come regalo. Armando Rodrigues de Sá, l'immigrato portoghese: immigrato Nr. 1.000.000, con il suo regalo di benvenuto



Poi seguirino tunisini, marochini, e koreani.
Con i philippini, vennero stabiliti accordi per personale sanitario.
Nel 1971 fú fatto anche l'accordo con l'Inghliterra.

Cosí giá nel 1971, tra tutti i lavoratori in Germania, gli immigrati rappresentavano il 10%.

Mio padre dopo 7 anni di permanenza a Parigi, fú tra i primi "Gastarbeiter" in Germania. foto della vecchia tessera di mio padre, degli anni cinquanta


I Gastarbeiter non erano necessari per lavori ad alti livelli, ma bensí per lavori da umili e da operai. Nella costruzione, metallurgica, fabriche varie, agricoltura, e cosi via....

Dormivano la maggior parte in casette o baracche, in piú di 2 persone, e lavoravano duramente. I primi anni erano molto duri. Strappati via dalle loro terre, non era solo il lavoro, ma sopratutto la nuova cultura, i nuovi modi, alla quale dovevano adattarsi. Un Gastarbeiter italiano, davanti ai tipici alloggi.

Maggior parte di loro facevano due lavori. Quello principale, e in piú uno secondario.
Mio padre in Germania lavorava coi turni. Mattina, pomeriggio, notte. Quando faceva il turno di notte, e lui non aveva qui in Germania la sua famiglia, spesso terminato il turno di notte, si recava al porto di colonia per continuare a lavorare li. Lui, come anche tanti altri italiani e spagnoli. Una vita molto dura quindi. Mio padre non se ne vantava mai anni dopo, furono i suoi "vecchi" amici che me ne raccontarono. Che a volte non dormivano giorni, per guadagnare qualcosa in piú da poter mandare giú in Sicilia.

Infatti maggior parte degli immigrati italiani di quei tempi, erano o siciliani, o dal sud-Italia.


Il contatto con le famiglie avveniva in maggior dei casi tramite lettere. Che non arrivavano subito, e le risposte delle famiglie ritardavano altrettanto.

Le liti con i tedeschi avvenivano come si puó benissimo immaginare, a causa di malintesi culturali e linguistiche. E spesso non erano benvisti i Gastarbeiter.
Ci sono stati molti casi, dove davanti a bar tedeschi, in quei anni era proibito entrare da italiano. E anche per questi motivi succedevano risse furiose. Ma finiva spesso anche li quando si rincontravano al posto di lavoro con i colleghi tedeschi. Tutto questo appunto per queste difficoltá di mentalitá diverse ;)

Peró bisogna comunque anche dire, che la lo stato tedesco ha garantito a loro tutti gli stessi diritti che avevano i tedeschi, e li ha anche mantenuti.

Oggi il termine GASTARBEITER non viene quasi piú usato nel linguaggio comune. Scomparí piú o meno verso gli anni ottanta.
Anche perché se all'inizio questo termine rappresentava solo una definizione, con gli anni divenne un termine usato per disprezzare.

Una cosa comunque é piú che certa! I primi immigrati sopra citati, hanno contribuito parecchio per la ricostruzione della Germania. Sia dal punto di vista di infrastruttura, come anche dal punto di vista dell'economia tedesca. E non solo per quella tedesca. Chi conosce gli intrecci economici tra le nazioni, capirá benissimo che il loro lavoro fuori dalla patria, portava anche un bene nei paesi d'origini.

E quei Gastarbeiter che venneró solo per pochi anni in Germania, per accumularsi un poco di denare, costruirisi una casa nella loro patria, e tornarsene. Quei Gastarbeiter alla fine rimasero qui, adattandosi, ma rimanendo sempre con la loro cultura e mentalitá.

Hanno contribuito comunque parecchio, per non dire che sono la base, della multicultura della quale vantiamo di avere oggi. Quello che oggi per noi é diventato normale, loro se lo sono dovuti guadagnare e costruire.
Hanno creato letteralmente uno scambio culturale. Questo non solo in Germania, ma in tutte le altre nazioni dove i Gastarbeiter si recarono, imparando le usanze, di queste terre per loro nuove, ma anche insegnando a chi li "ospitava", le loro usanze.
Ognuno di loro ha dovuto lasciare la sua terra, ma hanno contribuito come giá detto ad rappresentarla, perché nonostante la loro terra non aveva offerto altro che un passaporto a loro, loro non l'hanno mai dimenticata in tutti gli anni della loro assenza.

Le generazioni dopo di loro, grazie alla base creata dai loro padri, hanno fatto il resto.





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Kommentare:

Diliviru hat gesagt…

Leo esto y no puedo evitar comparar un poco con los inmigrantes mexicanos en USA. Muchos igual se quedan alla, muchos vuelven con lo poco que lograron construir alla... Obvio no hay punto de igualdad pues alemania es alemania.

Oye que buena la foto del carné de tu padre, son de esos recuerdos maravillosos e invaluables.

Saludos

E-migrad@ hat gesagt…

Así k tu papá fue un Gastarbeiter!
Me hizo recordar a la historia de mi abuela gallega. Sólo k ella probablemente emigró unos años antes k tu papá.

Muackate, tano


E-migrad@

Salva hat gesagt…

Si Diana, alla fine in tutti i paesi diversi, gli emigranti piú o meno tutti fanno esperienze molto simili.

La foto l'ho presa dalla sua vecchia tessera. E´ molto rovianta la foto, ma sono riuscito a fare uno scan riconoscibile. Cero sono ricordi!

Un abbraccio,
Salva

Salva hat gesagt…

Ciao Emigrad.
Mio Padre emigro presto negli anni cinquanta. Rimase sette anni a Parigi, e andó poi in Germania. Ma giró anche altri posti prima!

Un abbraccio Emigrad,
Salva

Paulo Lopes hat gesagt…

I'm making my best effort to understand italian. Meanwhile i've been attracted on my behalf, by the word "portoghese". Nice article, very interesting.

abbraccio

PL

Hernan Rodriguez hat gesagt…

Ciao Salva:per troppo questa e la vita che ci toca fare per tratatre di stare meglio e combatere per essere dinno di tutto cio che meritamo come essere humani.
Seguramente tu padre e tanti altri che emigraron in quel tempo la vita fu piu dura pragonata con le nostre.
Auguriamoci di non pasarla mai cosi,
se non ci siamo gia arrivati!
Un abraccio.
HERNAN

Salva hat gesagt…

Olá Paulo,

Eu vou fazer esforco para falar correctamente a idioma Portugues. Como demonstrado pelo erros gramaticais que eu fazer:)

Sim, o artigo foi perto do coracao. Porque faz parte da nossa historia e os meus pais.
E eu queria dedicar um post para falar do famoso Gastarbeiter, que se revelaram decisivos, com grande coragem.

um abraco Paulo,
Salva :)

Salva hat gesagt…

Ciao Hernan,
Si, la vita é fatta cosi purtroppo.
Credo proprio che loro hanno avuto una vita molto piú dura di quella nostra. Senza nessuna sapienza linguistica, tranne la loro. Dormendo in baracke di legno, con stufa a carbone, e un freddo che congelavano di notte. Credo proprio che hanno avuto una vita durissima. Ma hanno creato la base e preparato la piazza per la nostra multicultura. In un certo senso, i Gastarbeiter erano degli eroi, appunto perché pionieri!

Un abbraccio,
Salva

lys hat gesagt…

No sabes Salva cuanto echo de menos un buen traductor en tu blog.

Post como este me gusta leer y en italiano me tengo que limitar a comprender con lectura lenta. De todos modos he comprendido el mensaje. En las décadas pasadas fueron muchos los pueblos que se vieron obligados a emigrar, los españoles, italianos y portugueses especialmente lo hicieron a Alemania.

Algunos de mi familia también se fueron a Alemania, pero todos han regresado a disfrutar de sus casitas en sus pueblos. No cabe duda de que fueron una parte importante de la recuperación de ese país y que muchos se han quedado y formado sus familias, como la tuya.

Fueron tiempos muy duros donde la familia y las costumbres se añoraban.

Mis padres emigraron a Australia en el 74 y regresaron en el 94. Yo ya tenía 15 años y me costó mucho adaptarme.

Siento admiración por todo el coraje que mostraron los emigrantes que tuvieron que luchar con un mundo tan diferente y tan hostil.

Tu padre está guapísimo en la foto.

Te dejo un beso

Salva hat gesagt…

Io uso quello di Google come traduttore Lys. Di sicuro non é perfetto, ma faccio le traduzioni in tedesco e italiano. cosi trovo i sensi giusti per le parole :)

Quindi tuo papá é stato pure un emigrante? In Australia furono anche molti italiani. Ma di piú in Argentina, che é pieno di italiani lí.
C'è comunque da ammirarli, questo é vero. Oggi é piú facile andare in un altro paese. Ma in quei tempi era tutto molto incerto per molti motivi.

Io ricordo che mio padre aveva molti amici spagnoli. Appunto perché tra di loro si capivano meglio. Infatti da bambino lo parlavo. Ma poi dopo che la famiglia spagnola tornó in Spagna, ho perso la pratica e lo dimenticai purtroppo.

Si, papá aveva un certo fascino. La foto é la peggiore, appunto perche rovinata e presa da una vecchia tessera. Ma lui era un uomo che piaceva molto. Moro, con occhi verdi, e mia madre....gelosia totale eheheheheh ;)

Un abbraccio Lys,
Salva :)

Ivis hat gesagt…

Hola Salva,

Me ha gustado muchísimo tu post, perdona lo tarde de mi lectura y es que estoy complicada con un proyecto nuevo de trabajo y tengo miles de cosas en la cabeza, pero no quería dejar pasar la oportunidad de leerlo. Creo que este artículo merece una buena traducción al español y ser divulgado en nuestros blogs. Si encuentro a alguien que lo haga, te digo.
La historia de tu padre es una bella historia de sacrificio y abnegación por su familia, una tierna historia que merece ser contada, sí señor. Un abrazo.

Aguaya hat gesagt…

Lindo homenaje, Salva, y más contado por ti, con tu padre como ejemplo directo. Cuánto sacrificio por su familia... y cuánto también tuvieron que soportar de una tierra ajena...

En Roma me fue genial, la ciudad es bellísima y me he quedado encantada.

Un abrazo desde Berlín,
AB

Salva hat gesagt…

Hola Ivis :)

grazie mille. Si, ho preso naturalmente mio padre, per raccontare la storia di quei anni, e dei "Gastarbeiter".
Al contrario di oggi, prima le difficoltá erano diverse. L'inglese come lingua non era una normalitá come lo é oggi. E le persone si trovarono come in un mondo completamente nuovo.
Si crearono cosi automaticamente le comunitá italiane, spagnole/portoghese, e cosi via.... Per aiutarsi l'uno con l'altro.
Contatto con la famiglia solo per corrispondenza, e si vedeva solo una volta ogni anno.
Conosco molte storie e destini tristi dei "Gastarbeiter".

Purtroppo la mia pochissima conoscenza non mi permette di scriverlo in spagnolo. Uscirebbe un insalata italiana/spagnola :)

Mi farebbe peró piacere.

Un abbraccio Ivis,
Salva :)

Salva hat gesagt…

Grazie Dagmar, e bentornata!

Sono stati sacrifici enormi, sia da parte di mio padre, come anche non meno da parte di tutti coloro che hanno dovuto lasciare la loro terra.
Peró hanno fatto tutti il loro meglio possibile dalla loro situazione. Molti sognavano di tornare, ma alla fine la loro terra non offriva niente.
Mio padre diceva sempre: dove ho il lavoro, ho la mia casa! per quanto sia bella l'Italia!!

Un abbraccio,
Salva

Lucas.- hat gesagt…

Bellisima storia, anche ben racolta...

Ti saluto.

Salva hat gesagt…

Grazie Lucas!
e benvenuto nel mio modesto blog.

Vedo nel tuo profilo che hai due blog. Quale di questi due é quello principale?

Saluti da Colonia,
Salva

Anonym hat gesagt…

Ciao Salva,

sono Katia e anche io mi sono occupata di Gastarbeiter, ho scritto una tesi di laurea con tanto di foto d'epoca e interviste. Sto lavorando a un nuovo proggeto per un film sui Gastarbeiter italiani in Germania negli anni '60 e mi faqrebbe piacere farti alcune domande, se ti va di aiutarmi. Per me sarebbe un grande aiuto. Puoi contattarmi qui: katia_tour@tiscali.it.

Grazie!

Elle hat gesagt…

Ciao,
ho letto il suo articolo e mi è piaciuto molto! Quest'anno devo dare la maturità, e come argomento per la tesina ho scelto di parlare dei Gastarbeiter. Ho scelto questo argomento perchè ho vissuto 12 anni in Germania, dato che i miei si sono trasferiti li per lavoro. Mi piacerebbe avere una storia personale da aggiungere e parlare del perchè molti italiani sono andati a vivere in Germania aspettandosi comunque delle condizioni dure. Vorrei aggiungerci qualche storia personale vissuta in prima persona. Se è disposta, allora mi scriva nella mia e-mail: nicololiotta93@gmail.com

Grazie Mille!